I sismici alle Olimpiadi Invernali di Torino 2006
Le
Olimpiadi Invernali di Torino sono state senza dubbio l'evento dell'anno
finora per l'Italia, un evento che ha regalato emozioni forti a tutto
il mondo.
Noi abbiamo raccolto le testimonianze di cinque persone che hanno vissuto queste emozioni da vicino, cinque sismici volontari della squadra Noi2006, il cuore di questi giochi e una grande ragione del loro successo.
Davide
E mi trovo a scrivere ora qualche riga, che descriva che cosa sono state per me le OLIMPIADI, TORINO 2006… difficile farlo su un foglio bianco… davanti ad un computer… Nessuno vedrà le lacrime che bagnano la tastiera al ricordo dei monti olimpici…
- il controllo antidoping: il mio incarico da volontario. La possibilità di seguire un atleta ovunque vada, la possibilità di rimanere con lui dopo una vittoria per 3 ore, poter parlare con il l’uomo d’oro, d’argento o di bronzo…
- la fortuna di poter visitare tutti i villaggi olimpici, tutte le venue olimpiche e di entrare nello stadio olimpico.
- le emozioni che ho vissuto a Pragelato: l’oro italiano nella staffetta e le mie 3 ore con la medaglia d’oro Zorzi (Zorro), mentre cercavo di ricordagli che doveva presentarsi all’antidoping ; l’emozione di poter conoscere Fredriksson Mathias, Estil Frode, Pietro Piller Cottrer, Lind Bjoern Crawford Chandra e molti altri…
- l’emozione di sciare per un pomeriggio intero con il team norvegese di Fondo…
- l’amara esperienza di partecipare all’incursione dei Carabinieri in appartamento degli Austriaci a San Sicario: l’ombra del doping…
- le giornate passate a Sestriere alla ricerca di Pins: la mia collezione di spallette olimpiche…
- le serate al Tabata: la disco più di moda nel mese olimpico. Uscire con Marianne Roervik, vedere Alberto Tomba e Mario Cipollini… farsi offrire da bere da Morgenstern con addosso 2 medaglie d’oro…
- assistere alla cerimonia di chiusura delle olimpiadi con le lacrime agli occhi, ascoltando Avril mentre canta padrona del palco.
Penso che mai nella vita rivivrò un’emozione del genere.
Solo in sogno.
Essere al centro del mondo per 3 settimane…
Arrivederci a Vancouver tra 4 anni…
Camilla
Il mio ruolo nella venue di Bardonecchia, dedicata allo snowboard, era quello di accoglienza e assistenza ai membri della famiglia olimpica (CIO, NOC....) insieme ai miei fantastici colleghi di "Protocol and Operation": il Protocollo è la funzione delegata all'organizzazione degli spazi e degli eventi in cui è coinvolta la OF; inoltre opera ai fini di una corretta applicazione delle regole del CIO, ed è responsabile nella gestione della Flowers Cerimonies insieme alla Funzione Eventi e Cerimonie. Inutile dire che mi sono divertita tantissimo!!!
Eleonora
La mia esperienza durante le olimpiadi è stata come volontaria Noi2006. Avevo scelto di svolgere il mio servizio nel Villaggio Olimpico di Torino e sono stata affidata al settore “Retail and Leisure”… che nel linguaggio olimpico significa pressappoco area commerciale e di relax. L’esperienza è stata assolutamente unica! Eravamo a contatto con atleti e famiglia olimpica nei momenti di massimo svago e intimità, al riparo di giornalisti e telecamere, e questo ci ha permesso di instaurare con loro un rapporto particolare fatto di semplicità e sorrisi.
L’anima delle Olimpiadi sono stati i miei colleghi volontari:
un mix perfetto di studenti, casalinghe, pensionati, padri di famiglia
provenienti dalle città più diverse (Torino, Venezia,
Pisa, Roma, Napoli, Sidney, California, Montréal, Toronto…)
che proprio per la loro diversità di esperienza si sono rivelati
un team perfetto e la forza del Villaggio!
Tra gli autografi degli atleti, il tifo durante le gare alla TV, lo
sforzo nel comunicare in tutte le lingue del mondo, gli scambi di divise
con le nazionali straniere, le risate, la stanchezza dopo i turni di
8 ore, le lacrime al momento di salutarsi, le invidie per le spillette
che gli atleti ci regalavano, sono trascorsi giorni irripetibili di
pura gioia che ci hanno arricchito e che hanno unito tutti, giovani
con meno giovani, studenti con pensionati, volontari con atleti e che
rimarranno stampati nei nostri cuori anche ora che la fiamma si è
spenta e la bandiera olimpica non sventola più.
Il motto era perfetto. La passione viveva lì.
Stefano
Questa per me è stata un'esperienza unica. Dal momento che come atleta di arti marziali non avrò mai la possibilità di partecipare a un olimpiade....ho pensato che questo fosse un'occasione imperdibile per partecipare a un evento del genere. Ciò che mi ha motivato in questi mesi di lunghi allenamenti è stato il forte orgoglio per essere oltre che italiano, sopratutto Torinese. Sono orgoglioso della mia città e sono orgoglioso di aver contribuito nel mio piccolo alla storia di Torino.
Bè durante questi mesi nessuno di noi volontari realizzava cosa stava per succedere, neanche alle prove generali. Ma il 10 febbraio, alla serata della cerimonia si respirava un'atmosfera che non avevo mai sentito. L'adrenalina, l'emozione e la fierezza che ho provato nel preciso istante in cui sono entrato in scena non le avevo mai provate prima.
Un'emozione unica e un'esperienza indimenticabile che rifarei altre 100 volte, da raccontare ai propri figli...! ;-)
Elena
Nel mese trascorso come volontaria olimpica e paralimpica, ho vissuto emozioni intense ed entusiasmanti, ho incontrato atleti e personalità, ma soprattutto persone normali come me che mi hanno resa orgogliosa della mia città e dei miei concittadini.


