Rifugiati e Pace
Perché uno studente di medicina si dovrebbe occupare di cooperazione e sviluppo, della difficile situazione dei rifugiati, del promuovere la Pace? Perché uno studente di medicina dovrebbe esulare così dallo studio dell’anatomia, delle patologie etc etc? Beh, penso che la prima domanda sia: perché uno studente studia medicina?
Ognuno di noi si è ritrovato a scegliere questa strada non perché prova un particolare gusto a misurarsi ogni giorno con la morte, o comunque la malattia, non perché vedere una persona che soffre gli sia completamente indifferente, non perché pensa che finire l’università, se si rimane in pari, a 30 anni o giù di lì possa portare ad una soddisfazione maggiore. Ogni ragazzo che a diciannove anni ha deciso di intraprendere questa strada lo ha fatto perché aveva uno solo scopo: aiutare gli altri, e a loro dedicare la vita; perché voleva intorno a sé un mondo migliore, dove non esistesse persona che sta male, dove non esistesse la malattia, dove tutti stessero bene, perché di quell’utopistico mondo migliore voleva essere un costruttore.
Lo studente di medicina si riconosce questo ruolo nella società, il ruolo di chi combatte per migliorare il mondo che lo circonda, il ruolo di chi ogni mattina si alza e vorrebbe andare a letto pensando che qualcuno, dopo quel giorno, sta meglio del giorno prima. Lo studente di medicina, si sente responsabile per la salute di ognuno, vicino e lontano e per migliorarla si impegna ogni giorno.
L’area tematica che porta il nome di Rifugiati e Pace si occupa di questo. Si impegna nel territorio per dare una mano a chi ha dovuto lasciare la propria terra, si impegna nella società perché questo non succeda più, promuovendo il valore della Pace, si impegna nel mondo, dando una mano nei paesi in via di sviluppo, attraverso progetti internazionali in cui lo studente di medicina si forma in realtà così diverse dalla nostra, eppure così simili, con gli stessi occhi che ti guardano e ti chiedono di solamente un po’ di salute, un po’ di benessere, un po’ di pace. L’area tematica di Rifugiati e Pace muove il futuro medico, ancora in formazione, a rendersi conto che non sempre svolgere la propria professione è così “semplice” come siamo abituati, che ci sono dei posti nel mondo in cui la vita è considerato l’unico bene e non è annebbiato da altri “valori” della nostra società (l’auto, il cellulare ecc...), che ci sono persone che lavorano lontano da casa, a continuo contatto con la guerra ed il pericolo ed il loro lavoro ha un gusto diverso.
L’area tematica Rifugiati e Pace ricorda che davvero, già ancora in formazione, lo studente di medicina può essere uno strumento per rendere il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato.
Ignazio Martellucci
National Officer on Refugees and Peace 2004/05

