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  Calcutta Village Project - STORIA  
 
Il Dott. Sujit Brahmochari Kumar Mandal nasce nel 1957 in Bangladesh. Ancora bambino, durante un Medical Camp della Croce Rossa Internazionale viene notato per la sua intelligenza e la sua vivacità. Una borsa di studio gli permette di arrivare fino alla laurea in medicina all'Università di Calcutta. Studente brillante si specializza poi in pediatria in Belgio.

Di fronte alla possibilità di fare carriera nel mondo occidentale o di tornare in India e mettere al servizio della sua gente le conoscenze acquisite in Belgio, il dr. Mandal sceglie la seconda via.

Di ritorno a Calcutta dirige la parte medica della Casa dei Poveri di Madre Teresa per due anni.
Poi parte con il suo progetto: lavorare nei villaggi attorno a Calcutta per eradicare miseria e malattie. Sceglie una zona rurale a sud di Calcutta senza infrastrutture mediche, e comincia con pochissimi strumenti a lavorare in un ambulatorio per la povera gente.

Nel 1988 fonda l’Indian Institute for Mother and Child.
Il dr. Sujit non è solo: grazie ai suoi contatti internazionali riceve aiuti anche pratici nel suo lavoro.

Nell’estate del ‘91, dall’incontro fortuito con una ragazza milanese di passaggio a Calcutta, nasce la collaborazione con gli studenti di medicina. Il progetto prende forma all’interno di una organizzazione studentesca mondiale che raccoglie tutte le associazioni di studenti di medicina dei vari paesi, federate fra di loro. In questo modo viene garantita una rotazione di 4-5 volontari ogni mese. Negli ultimi 3 anni più di 200 volontari da tutto il mondo, in grande percentuale italiani, hanno partecipato al progetto, affiancando il team locale nel lavoro quotidiano al servizio dei più bisognosi.

Grazie all’aiuto italiano e ad altri contatti internazionali del dr. Mandal, anno dopo anno il progetto si espande, vengono costruite nuove cliniche ambulatoriali in altri villaggi, e perfino un piccolo ospedale che tratta i bambini malnutriti. Oggi vengono trattati circa 6.000 pazienti al mese, e le cure si rivolgono anche a donne ed anziani.

Visite mediche, medicine e cure infermieristiche sono disponibili gratuitamente due volte alla settimana nella clinica ambulatoriale di Tegharia, e una volta alla settimana nei villaggi di Chakberia, Hogolkuria, Kheyadah. Il centro ospedaliero di Sonarpur è stato terminato (in gran parte con fondi raccolti in Italia), inaugurato ed aperto alla fine del 1995 con 20 letti, e rappresenta il “quartiere generale” dell'organizzazione indiana. I pazienti sono principalmente bambini malnutriti, ed il servizio gratuito.

Ma l’attività del progetto non è solo medica. Dopo due anni di assiduo lavoro sul campo, il dott. Mandal e i suoi collaboratori si rendono conto che per migliorare le condizioni di salute della popolazione non bastano cure mediche gratuite: i grossi problemi sanitari della comunità derivano dall’assenza di educazione, e, nello specifico, di scolarizzazione elementare. Senza educazione primaria le cure sono soldi buttati via, raggiungono il loro scopo per la durata di un giorno.

L’esempio classico è quello del bambino a cui è stata medicata una ferita al piede, che uscito dall’ambulatorio si toglie la fasciatura e torna a giocare nella pozza d’acqua sporca.
E’ così che viene ideato il “PROGETTO DI ADOZIONI A DISTANZA”.

Al momento più di 1200 bambini sono finanziati in quattordici scuole da parte di amici da tutto il mondo, e circa la metà italiani.

Obiettivo di questo progetto è dare la possibilità di studiare a quei bambini che non potrebbero andare a scuola per la povertà delle loro famiglie.

L’India è un paese dove non esiste di fatto la reale garanzia dell’educazione primaria. Non è solo un problema economico, ma anche di accesso alle strutture. La popolazione delle aree rurali vive molto distante dalle scuole cittadine, e spesso il viaggio è insostenibile anche da un punto di vista pratico. Per questo il Progetto di Adozioni a Distanza si prefigge come scopo anche quello di costruire nuove scuole dove ancora non esistono.

Nella società indiana la possibilità di accesso all’educazione viene vista come grande opportunità di riscatto sociale, pertanto questo progetto viene accolto molto positivamente dalle persone a cui è destinato. Lo stesso dott. Mandal Brahmochary è potuto diventare un pediatra in Europa (e poi creare questo progetto) proprio grazie ad una borsa di studio che gli ha consentito di formarsi. La speranza è che “fornendo lo strumento dell’educazione” anche molti altri bambini diventeranno professionisti carichi di iniziative di solidarietà per la loro società.

Il progetto lavora anche con le madri dei bambini adottati a distanza: organizza corsi di alfabetizzazione, incontri settimanali di discussioni collettive: gli argomenti variano dalla pianificazione familiare all’igiene e all’informazione su malattie comuni come febbre, diarrea, raffreddore, ecc...; dalla cura dei bambini, all’importanza dell’educazione; dai problemi legati al sesso, ai diritti delle donne e al loro ruolo nella complessa società indiana.

Esiste anche un servizio di educazione sanitaria, svolto da operatori sanitari del luogo nelle case dei bambini adottati: se Maometto non va alla montagna...

La rapida espansione del progetto ha assunto una dimensione sempre più intersettoriale: creare sviluppo significa lavorare in tutti i campi: oltre a sanità ed educazione si sono sviluppati programmi che mirano alla crescita economica delle popolazioni dei villaggi:

- un programma di irrigazione, che garantisca più raccolti all’anno per far fronte all’inaffidabilità e alla forza devastatrice dei monsoni;

- attività che generino un introito: sono funzionanti una unità che fabbrica uniformi scolastiche, un negozio per il villaggio, un’attività di piscicoltura e una piccola coltivazione di riso; altre sono in fase di attivazione;

- un programma di Micro-Credito modellato sulla Grameen Bank di Mohammad Yunus, il banchiere dei poveri del Bangladesh che presta denaro alle persone che le banche tradizionali rifiutano, e le rende capaci di intraprendere nuove attività lavorative.

La ONLUS “Progetto Calcutta” ed il Calcutta Village Project-SISM sostiene l’operato del dr. Mandal anche da un punto di vista economico. Grazie alla forza organizzativa e all’entusiasmo di molti giovani ogni anno vengono organizzate conferenze divulgative, cene di beneficenza, incontri di approfondimento; vengono scritti progetti e procurati finanziamenti.
Il progetto mira alla auto-sostenibilità, ma per adesso non è possibile, anche perché, per rimanere indipendente, non ha mai cercato compromessi e finanziamenti dal Governo Indiano. La sopravvivenza del progetto è quindi affidata per adesso interamente alle donazioni dei privati o di enti pubblici di paesi che stanziano fondi per la cooperazione internazionale.






 

















































   
     
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Ultimo aggiornamento 26 - 05 - 2006
 
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