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Il progetto educativo, basato sulle ADOZIONI A DISTANZA,
è nato nel 1993, quando il dottor Bramochary ed i suoi
collaboratori si sono resi conto che, per migliorare effettivamente
le condizioni di vita nelle zone rurali, era necessario dare
un’istruzione di base oltre alla semplice assistenza medica.
L’adozione a distanza è un sostegno economico che
viene dato da “genitori” stranieri per permettere
al bambino di andare a scuola. Per questo bastano 20
euro al mese per bambino.
Un’istruzione di base, unita all’insegnamento delle
norme d’igiene e di buona alimentazione, possono davvero
rivoluzionare la società rurale nella quale il progetto
lavora: basti pensare che nell’ultimo anno la media di
consultazioni mediche da parte di un bambino “adottato
a distanza” è di una all’anno, contro una
alla settimana prima di ricevere l’istruzione primaria.
Prova questa che il lavoro sull’educazione riduce la domanda
di prestazioni sanitarie di base.
Obiettivo di questo progetto è dare la possibilità
di studiare a quei bambini che non potrebbero farlo
per la povertà delle loro famiglie.
L’India è un paese dove non esiste di fatto la
reale garanzia dell’educazione primaria. Questo non è
solo un problema economico, ma anche di accesso alle strutture:
la popolazione delle aree rurali vive molto distante dalle scuole,
e spesso il viaggio è insostenibile anche da un punto
di vista pratico. Per questo il Progetto di Adozioni a Distanza
si prefigge anche di costruire nuove scuole dove ancora non esistano.
Inoltre lo scopo di questo progetto è quello di permettere
ai bambini di vivere un’infanzia “normale”
fatta di scuola, giochi, compiti e compagni di classe, allontanandoli
dal dramma del lavoro minorile.
Nella società indiana l’accesso all’educazione
viene visto come una grande opportunità di riscatto sociale,
pertanto questa possibilità è accolta molto positivamente
sia dalle famiglie che dai bambini.
Ad oggi, 1200 bambini vanno a scuola grazie
al progetto, adottati da 14 nazioni diverse; 606 alunni sono “adottati a distanza”
da “genitori” italiani. Sono state costruite 9 nuove scuole, nelle quali studiano i
bambini adottati ma anche quelli che possono permettersi di
comprare il necessario per studiare.
L’IIMC gestisce 14 scuole, 5 delle quali
sono state rilevate dal governo del West Bengal, oppure fornite
gratis da altre associazioni.
2 scuole si sono rese indipendenti grazie ai programmi di agricoltura
sviluppati dall’IIMC stessa.
I bambini sponsorizzati frequentano le scuole dell’IIMC
oppure delle scuole statali: in questo caso, il progetto si
occupa anche di pagare le tasse scolastiche.
Nel complesso, le scuole frequentate dai 1200 bambini sono più
di 20.
Il fatto di costruire nuove scuole riveste un’importanza
fondamentale, in quanto queste nuove costruzioni sorgono generalmente
in villaggi molto lontani dalla città, spesso isolati
e molto difficili da raggiungere. I bambini che risiedono in
queste zone, quindi, non avrebbero alcuna possibilità
di raggiungere una struttura scolastica, oltre che sanitaria.
Le scuole gestite dall’IIMC comprendono 4 asili, 8 primary
schools (equivalenti alle nostre elementari), 1 junior high
school (la nostra scuola media) e 1 secondary high school (corrispondente
al nostro liceo).
Di tutti i bambini adottati a distanza, da quando il progetto
è partito, 12 sono ora iscritti all’università,
uno di questi a medicina.
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Come vengono selezionati i bambini |
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- Devono provenire da famiglie povere;
- Sono preferiti bambini nelle cui famiglie nessun altro abbia
o abbia avuto la possibilità di studiare;
- I genitori devono essere interessati al fatto che il bambino
riceva un’istruzione;
- Viene considerato lo stile di vita dei genitori;
- Sono preferiti bambini provenienti dalle caste più
basse;
- Sono preferite le bambine (per cercare di tamponare la forte
discriminazione sessuale che tuttora vige in India);
- Non possono essere “adottati” figli di dipendenti
dell’IIMC.
Queste caratteristiche vengono valutate e verificate attraverso
controlli accurati, visite alla casa del bambino e, nel caso
stia già studiando, (è frequente il caso di famiglie
che non potendo più permettersi di mandare a scuola il
proprio figlio si rivolgono all’IIMC per un aiuto) interviste
ai suoi insegnanti.
Le selezioni avvengono tutto l’anno e c’è
una lista di bambini che sono in attesa di iniziare ad andare
a scuola non appena saranno “adottati a distanza”.
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Come vengono utilizzati i soldi |
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L’IIMC provvede a fornire al bambino:
- libri di testo, penne e matite, quaderni, zainetti;
- uniformi, scarpe, ombrelli, abiti;
- tasse scolastiche;
- refezione scolastica;
- tutori (per i bambini che vanno alle scuole del governo, dove
ogni classe ha 60-80 alunni: vengono dati molti compiti a casa,
il bambino non può essere aiutato dai parenti, quindi
il tutor ha la funzione di aiutare il bambino negli esercizi:
con questo sistema il numero dei promossi è sensibilmente
aumentato).
Una parte dei soldi raccolti serve anche per costruire nuove
scuole. Finora l’IIMC ha finanziato la costruzione
di 9 nuove scuole in aree dove prima non esistevano
infrastrutture.
Il progetto inoltre fornisce cure mediche,
medicinali, o la possibilità di ricovero nell’Indoor
Clinic.
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Rapporto con i "genitori adottivi" |
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I genitori adottivi, che di solito si impegnano a garantire
l’istruzione primaria del bambino (5 anni), possono avere
dettagli sulle famiglie, le condizioni di vita e fotografie.
Due volte all’anno la coordinatrice educativa, Mrs.
Barnali Brahmochary, invia notizie sulle condizioni
dei bambini e sui loro progressi scolastici. I genitori adottivi
possono scrivere ai loro bambini e ricevere lettere e disegni.
Una volta all’anno viene organizzato un festival degli
studenti, con tutti i bambini adottati a distanza e ne viene
inviato un resoconto a tutte le famiglie.
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