Trasmissione materno-fetale di HIV (MTCT)
Oggi,accanto alle gia’ conosciute modalità di trasmissione del virus dell’HIV,si parla molto di una trasmissione VERTICALE intesa come trasmissione del virus da madre a figlio.Essa è responsabile del 90% delle infezioni di HIV in neonati e bambini.
QUANDO E COME PUO' VERIFICARSI:
- nel corso della gravidanza
- durante il travaglio e al
momento del parto(Il rischio di trasmettere l’infezione durante il travaglio e
al momento del parto è molto alto. La probabilità di questa trasmissione
dipende dalla concentrazione di virus nelle secrezioni cervico-vaginali e dalla
lunghezza d’esposizione del neonato ovvero dalla durata della rottura delle
membrane – “rottura delle acque”.)
-attraverso il latte materno (numerosi studi condotti hanno dimostrato infatti che bambini, sieronegativi alla nascita, sono poi risultati infettati a seguito dell’allattamento al seno ,in particolare uno studio condotto in Malawi e che ha visto coinvolti 672 bambini sieronegativi alla nascita, ha permesso di calcolare un rischio di infezione, a seguito di allattamento al seno, pari al 10% ).
PROFILASSI
Negli USA e in paesi europei, le misure di profilassi quali la terapia antiretrovirale e le alternative all’allattamento al seno hanno ridotto il tasso di trasmissione a meno del 5%. Contrariamente a ciò, i tassi di trasmissione nei Paesi in via di sviluppo sono intorno al 25%-35% a causa di numerosi fattori che comprendono:
- maggiore prevalenza dell’HIV e delle altre malattie a trasmissione sessuale
- maggiore probabilità che le madri contraggano l’infezione da HIV durante la gravidanza o si trovino in uno stadio avanzato dell’infezione
- scarse educazione sanitaria, nutrizione e fornitura di assistenza sanitaria
- diffusione dell’allattamento al seno e assenza di alternative sicure.
COSA E’ POSSIBILE FARE OGGI:
- interventi ostetrici -un’analisi congiunta di tutti gli studi condotti al riguardo ha dimostrato che il PARTO CESAREO è in grado di ridurre il rischio di MTCT e che tale rischio viene ulteriormente ridotto se al parto cesareo si associa la terapia preventiva antiretrovirale.
- Profilassi antiretrovirale altri studi hanno dimostrato inoltre che la somministrazione di (AZT) ZIDOVUDINA somministrata in gravidanza, al momento del parto e per 6 settimane al neonato è in grado di ridurre il rischio di MTCT del 68%.E’ stata anche dimostrata la possibilita’di un regime profilattico con AZT somministrata 4 settimane prima del parto e durante quest’ultimo (senza trattare il neonato) con un risultato di riduzione di MTCT pari al del 50%.Successivamente nel 1999 sono stati pubblicati i risultati di uno studio denominato HIVNET 012, indicanti che una singola dose (1 sola compressa) di NEVIRAPINA (NVP), un inibitore non-nucleosidico della trascrittasi inversa, somministrata alla madre all’inizio del travaglio e al neonato entro le 72 ore dal parto, risulta in grado di ridurre la MTCT più della sola AZT, somministrata alla madre e al neonato.


