“Fermiamo l'AIDS sul nascere”
Dal 2001
il CESVI è fortemente impegnato nella lotta all’Aids nell’Africa australe, dove
molte future mamme sono sieropositive senza saperlo e rischiano di trasmettere
al proprio bambino il virus HIV.
Il progetto “Fermiamo l’Aids sul nascere”, avviato nel piccolo ospedale Saint Albert in Zimbabwe, prevede diverse attività: una terapia farmacologia per ridurre la trasmissione del virus dalle mamme sieropositive ai neonati oltre a un programma di prevenzione e assistenza alimentare e psicologica alle mamme; creazione di strutture di accoglienza e di lotta all’esclusione sociale per gli orfani dell’Aids; supporto all’assistenza medica per i malati di Aids (accesso alle cure con farmaci antiretrovirali); promozione di campagne educative e di prevenzione con il coinvolgimento della popolazione e delle istituzioni locali.
Negli ultimi 4 anni il CESVI ha fatto passi da gigante in Zimbabwe: 30.000 donne sono state sottoposte al test Hiv e seguite con appoggio psicologico durante gravidanza, parto e allattamento; 2.000 bambini fuori pericolo di contagio,1.400 operatori sanitari sono stati formati e oltre 200.000 persone sono state sensibilizzate sul tema dell’Aids e sulle modalità di prevenzione. L’intervento CESVI è oggi attivo in 7 ospedali e 17 cliniche rurali dello Zimbabwe e poi in Sudafrica e Repubblica democratica del Congo.
In Zimbabwe e in Sudafrica a queste attività si sono aggiunti altri interventi per la lotta all’Hiv/Aids presso l’ospedale St. Albert ed è stato ristrutturato un edificio che è diventato una Casa del Sorriso, centro d’accoglienza dei ragazzi abbandonati o orfani per l’Aids, dimenticati da tutti, continuamente a rischio di droga e piccola delinquenza. La Casa è per loro una possibilità concreta di fuga dalla strada e di riscatto: possono avere un luogo dove accedere a cibo, cure mediche, servizi igienici; possono frequentare corsi di formazione e imparare un lavoro.
Il primo bambino nato sano da una mamma sieropositiva in Zimbabwe, che ha scelto di sottoporsi al programma del CESVI, si chiama Takunda (in lingua shona “Abbiamo vinto”). Oggi ha sei anni ed è un bambino sano, simbolo dell’Africa che non si rassegna ai pregiudizi e che con il nostro aiuto si organizza, si mobilita e sconfigge la malattia. A lui il CESVI ha dedicato il “Fondo Takunda” per aiutare le donne e i bambini africani e il “Premio Takunda”, dedicato alle migliori iniziative di solidarietà mondiale.
La nuova sfida del CESVI in Africa è prendersi cura delle mamme affinché possano crescere i propri figli e accompagnarli nell’infanzia e nell’adolescenza. Il progetto pilota per la cura di 120 mamme malate di AIDS è partito nell’Ospedale Saint Albert nel gennaio 2004: la terapia antiretrovirale per una mamma costa 1 euro al giorno, quanto un caffè in Italia.
Ma tutto ciò non basta di fronte ai numeri della catastrofe africana: bastano solo 18 euro per effettuare il test HIV a 2 mamme prima del parto e ai loro bimbi al 18° mese di vita; 30 euro per curare una mamma sieropositiva per 1 mese intero;130 euro per salvare un neonato assicurandogli un trattamento medico-alimentare completo.
DATI SULL’AIDS 2006
(Fonte: Rapporto UNAIDS/OMS presentato il 22 novembre 06)Le persone contagiate dall’HIV sono 39,5 milioni in lieve calo rispetto al 2005 (40,3 milioni), circa 4,3 milioni i nuovi infetti nel 2006 e 2,9 milioni i decessi nel mondo per Aids e malattie collegate, di cui 1,7 milioni donne e 380 mila bambini.
24,7 milioni di persone che vivono con l’HIV (di cui 13 milioni sono donne), 2.800.000 nuove infezioni (65% di nuovi casi a livello mondiale), oltre 2 milioni di morti (72% a livello globale) solo in Africa Subsahariana. Lo Zimbabwe è l’unico paese dove il numero di adulti affetti da HIV è diminuito mentre in Uganda il tasso di infezioni nelle aree rurali è aumentato.
Il Sudafrica mostra un forte aumento delle infezioni soprattutto tra le donne gravide (aumento del 35% dal 1999), in quanto sono proprio le donne a correre un rischio quattro volte superiore rispetto agli uomini di essere infettate. Inoltre il rapporto sottolinea che nel paese più di due milioni di persone vivono con l’HIV senza esserne consapevoli, con un aumento del tasso di mortalità attribuito all’Aids del 79% negli ultimi 7 anni.
Tra i paesi che sono riusciti ad abbassare il tasso di infezioni grazie a politiche di prevenzione, Kenya, Malawi e Botswana.
I dati del rapporto 2006 evidenzia l'inadeguatezza dei programmi di prevenzione che spesso non hanno ricevuto il necessario sostegno rispetto alla diffusione del virus e non hanno raggiunto le fasce maggiormente a rischio: un forte incremento si registra soprattutto tra i giovani (il 40% dei nuovi casi di infezioni sono persone tra i 15 e i 24 anni). Un notevole incremento si è registrato anche nell'Europa orientale e nell'Asia Centrale, dove si registra una crescita del 70% dal 2004 (da 160 mila a 270 mila).
CESVI è un'organizzazione umanitaria laica e indipendente, fondata nel 1985 a Bergamo, opera in tutti i continenti, per affrontare ogni tipo d’emergenza e ricostruire la società civile dopo guerre e calamità; implementa progetti di lotta alla povertà, attraverso iniziative di sviluppo sostenibile, facendo leva sulle risorse locali e sulla mobilitazione delle popolazioni beneficiarie.
Per donazioni: C/c postale 772244 intestato a CESVI, specificare la causale “Fermiamo l’Aids sul nascere”, Numero Verde 800-036.036 o sito internet www.cesvi.org
Per informazioni:
Ufficio Stampa CESVI, Sara Maresca, tel. 035/2058021, cell. 349 8235008, fax 035/260958, saramaresca@cesvi.org, www.cesvi.org


